updated 12:50 PM UTC, Feb 27, 2020

L'UE intende estendere il periodo di transizione della Brexit oltre il 2020

  • Scritto da Zonca2020
  • Pubblicato in Esteri

La mossa viene presa in considerazione da funzionari dell'UE per far fronte ai problemi che l'europa incontrerebbe nel breve periodo. Johnson, vincitore assoluto delle elezioni inglesi, non vuole invece concedere ulteriore tempo.


I leader dell'UE prenderebbero l'iniziativa per richiedere una proroga del periodo di transizione, portandolo oltre il 2020, mantenendo di fatto il Regno Unito, ai sensi dei regolamenti di Bruxelles, allo stato attuale. Un piano elaborato per aggirare il rifiuto dichiarato di Boris Johnson di concedere ulteriori ritardi.

La mossa viene considerata dai funzionari dell'UE come una via d'uscita dal problema, nato dal breve tempo disponibile per negoziare una nuova relazione e l'insistenza del primo ministro che non vuole concedere una proroga oltre gli 11 mesi, partenza delle procedure 31 gennaio 2020 termine e conseguente uscita dalla UE 31 Dicembre 2020

Il Regno Unito dovrebbe lasciare l'UE il 31 gennaio, mancano meno di 50 giorni. Alla fine del periodo di transizione, il 31 dicembre 2020, il Regno Unito è destinato a uscire dall'unione doganale e dal mercato unico dell'UE e ad entrare negli accordi recentemente negoziati.

Ursula von der Leyen, presidente della commissione europea, ha affermato che negoziare relazioni future in così poco tempo sarebbe molto impegnativo e dannoso per l'economia dell'Unione Europea. In una recente commissione con tutti i capi di stato europei, ha affermato che i negoziati dovrebbero invece dare la priorità alle questioni chiave dell'UE, come il commercio di beni e lasciare le altre questioni a dopo il 2020. Tale "sequenziamento" potrebbe non trovare un accordo per il settore dei servizi finanziari del Regno Unito e per i diritti di sbarco dei vettori aerei britannici, sul territorio Ue e viceversa.

Un tale approccio graduale non sarebbe gradito a Downing Street e sarebbe difficile da completare, visti i scontri previsti sul futuro allineamento del Regno Unito alle leggi dell'UE e sul livello di accesso alle acque britanniche da concedere alle flotte pescherecce europee. Va ricordato che i mari nei territori britannici forniscono la più alta percentuale di approvvigionamento ittico europeo.

L'accordo di recesso prevede che la transizione possa essere prorogata di "uno o due anni", ma deve essere concordato entro il 1 ° luglio del prossimo anno. A Bruxelles è noto che Johnson riterrà politicamente impossibile cercare un'estensione della transizione per consentire un'accordo su tutte le questioni.

Nel rompere la parola chiedendo un ritardo, Johnson si vedrebbe costretto ad aprire i negoziati per definire quanto il Regno Unito dovrebbe versare alle casse dell'UE per l'uscita, inoltre anche la libera circolazione delle persone continuerebbe, senza vincoli e nuovi introiti per le casse inglesi. 

Resta inteso che, data la complessità dei colloqui, a Bruxelles sono state avviate discussioni iniziali sul futuro dell'UE, chiedendo un'estensione di voto al governo britannico È probabile che anche l'UE debba addolcire la richiesta di un'estensione, riducendo al minimo i costi che il Regno Unito dovrebbe affrontare.

Fonti hanno suggerito che una tale mossa potrebbe offrire a Johnson maggiori possibilità di ottenere l'approvazione del gabinetto, ed evitare un'uscita a strapiombo dalle strutture dell'UE il 31 dicembre 2020, compresa l'imposizione di tasse su tutte le transizioni economiche da e verso Londra.

Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha dichiarato di ritenere che i negoziati di uscita per il prossimo anno, potrebbero molto più duri di quelli relativi all'accordo di recesso.

Alcune capitali dell'UE sono rimaste frustrate dai commenti della Von der Leyen sulla necessità di sequenziare i colloqui, ritenendo che questa dichiarazione potrebbe portare alla fine degli accordi e ad una conseguente Brexit nei tempi più brevi di quelli ipotizzati.

Mujtaba Rahman, ex funzionario della Commissione europea e ora amministratore delegato per l'Europa presso il Gruppo Eurasia, una società di ricerca e consulenza in materia di rischi politici, ha dichiarato: “il grande dibattito interno in Europa riguardante la definizione delle priorità, non ha raggiunto le soluzioni prefisse, ha solamente risolto i problemi marginali lasciando quelli economici e produttivi irrisolti".

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C